Un giorno a Napoli con San Gennaro: il nuovo libro di Maurizio Ponticello


Pubblicato il: 28 Febbraio 2017


La primavera gennariana batte il tempo: gli artigiani, gli intellettuali e il popolo stanno celebrando insieme il nuovo Rinascimento del patrono san Gennaro, il Cittadino tra i cittadini. In occasione delle celebrazioni ufficiali del primo anniversario del flash mob dei “fazzoletti bianchi” – che nel 2016 rivendicò l’autonomia e la laicità del santo –, venerdì 3 marzo dalle 18:30 alla Libreria di tutti Iocisto (via Cimarosa, 20 – piazza Fuga – Napoli) si parlerà proprio di questa inattesa renaissance con Maurizio Ponticello, autore di “Un giorno a Napoli con san Gennaro. Misteri, segreti, storie insolite e tesori” (Newton Compton). Con lo scrittore, ne discuteranno i giornalisti Titti Marrone de Il Mattino, Francesco Andoli e Lucilla Parlato, direttore di Identità insorgenti. L’attore Fulvio Pastore leggerà alcuni brani del libro. Per l’occasione, nei locali della libreria sarà esposta una mostra di testi antichi e rari e di incisioni su san Gennaro provenienti da collezioni private. Le aziende Casa Infante e Leopoldo omaggeranno gli intervenuti con la loro creazione dolciaria più recente, dedicata, per l’appunto, al santo: ’O cappiello ’e san Gennaro. Nel corso della serata, sarà presentato anche il promo del documentario “Sangue di un popolo”, la cui proiezione ufficiale sarà domenica 5 marzo alle 19:00 all’ex Asilo Filangieri in vico Maffei (Na). ù
Ma chi era, ed è, san Gennaro? È il santo dei primati al quale, nei periodi di crisi e carestie, si è sempre appellata la città di Napoli; il patrono mette insieme credenti e non credenti, ambienti sociali alti e bassi, è supportato da un esercito di devoti sparsi in ogni angolo della Terra, e il «Time» classifica il suo prodigio del sangue tra i dieci misteri più famosi al mondo. Il popolo di Napoli si è sempre schierato dalla sua parte, proprio com’è accaduto lo scorso anno quando la Curia tentò un colpo di mano per stravolgere l’esclusiva natura laica del patrono, ma a volte lo ha anche spodestato accusandolo di alto tradimento. Quella di san Gennaro è una vicenda affascinante, come e più di un romanzo, che percorre circa 1700 anni di storie cittadine, ed è quasi del tutto sconosciuta o mistificata.

Il libro: “Un giorno a Napoli con san Gennaro”: chiamatelo pure come credete, tanto nessuno dei soprannomi assegnati a san Gennaro (’O Guappone, faccia ’ngialluta, l’Avvocato…) riesce a esprimere totalmente la sua storia – bistrattata, perfino dalla Chiesa – e il percorso politico-religioso che l’ha imposto sul trono della città di Napoli. Ai suoi piedi si è accumulato un patrimonio più ricco del tesoro della regina d’Inghilterra e degli zar di Russia; conta 25 milioni di devoti, eppure i fedeli lo hanno più volte accusato di tradimento e destituito con un colpo di spugna. Braccato dalla scienza, indagato dagli occultisti e osannato dai credenti, tirato per la mitra da Benevento e dalla Calabria che lo reclamano, san Gennaro è sempre nell’occhio di un ciclone, proprio com’è il luogo di culto del martire: di esclusiva proprietà della cittadinanza, benché all’interno della cattedrale partenopea. Ma, chi era realmente san Gennaro? E come mai del prodigio del sangue non c’è traccia fino a oltre mille anni dopo il martirio? Un viaggio contromano nell’universo del vescovo decollato che non piace al Vaticano al punto da retrocederlo. Un’incursione a trecentosessanta gradi tra i “vincoli carnali” che congiungono il campione di Napoli al suo popolo, e tra gli arcani che fanno di Januarius l’ultima divinità pagana della città.

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